Una storia di famiglia, lunga cento anni.

La nostra storia

Una storia di famiglia, lunga cento anni.

Dagli inizi a opera di Francesco Trovamala allo sviluppo con Erminio, sostenuto dalla moglie Rita, e continuato dai figli Paolo e Claudia.
Nel 1919, all’indomani della Grande Guerra, periodo di difficoltà, ma attraversato da grande voglia di ricominciare, Francesco Trovamala apriva in centro a Milano, in via Torino, due locali dove esporre oggetti per bomboniere. Era l’avvio di quella realtà che sarebbe diventata Etm. L’idea di creare la ditta Trovamala – questo il nome scelto all’inizio – era sembrata quasi naturale a Francesco che lavorando per l’azienda Motta aveva già a che fare con piattini e ciotoline di porcellana da abbinare ai dolci.

Allora la bomboniera era il classico piattino in vetro di Murano o di porcellana tedesca o la scatolina portaconfetti in Limoges. Il campionario era composto da pochi articoli, ma sufficienti per cominciare.
A dettare il passo verso una crescita decisa è stato però il figlio Erminio, entrato molto giovane in azienda nei primi anni Cinquanta.
Francesco era mancato nel 1946 e la moglie Maria con l’aiuto delle figlie avevano portato avanti la ditta passando attraverso un altro periodo difficile, il secondo dopoguerra.
Senza seguire il consueto percorso di inserimento, Erminio si trova subito a gestire l’attività. Porta l’energia, l’intuito, il coraggio di osare e l’attenzione alla tecnologia per far spiccare il volo all’azienda alla quale cambia il nome in Etm, acronimo per Erminio Trovamala Milano, e la forma societaria, da azienda personale a Sri.

Quanta strada, dai primi giorni in lambretta.

“Uno degli aneddoti che riguardano papà – racconta Claudia Trovamala, figlia di Erminio – è quello della Lambretta. Un giorno, mentre andava in giro con questo mezzo per fare una consegna con i confetti per la Prima Comunione, quelli che si usavano un tempo decorati a uno a uno con il calice, ha urtato un sasso e tutti i confetti sono volati per terra rompendosi in mille pezzi. Allora per muoversi in Lambretta con il campionario si è fatto fare una cassetta di legno da fissare alla moto. Dentro metteva gli oggetti inserendo una spugna tra uno e l’altro”.

Chilometro dopo chilometro il numero degli oggetti del campionario cresce, le vendite si espandono e intorno agli anni Sessanta Erminio inizia ad assumere agenti in centro Italia (il primo agente è stato il nonno di Eugenio Formisani che a tutt’oggi lavora per Etm). Da lì parte lo sviluppo a livello nazionale, che comporta lo spostamento della sede dell’azienda. Da via Torino viene trasferita in via Procaccini, in zona Cimitero Monumentale, poi in via Monviso e successivamente in viale Montello, non lontano dall’Arena Civica del Parco Sempione.
Nel frattempo, però, era arrivata in azienda Rita, la moglie di Erminio. Lavorava in una ditta di produzione di tulle, che era un fornitore di Etm. Circostanza che permette ai due di conoscersi e di sposarsi nel 1962.
L’assortimento di articoli per bomboniere era basato su esclusive di modelli, decori, colori di oggetti in porcellana, ceramica e vetro di aziende italiane. Si trattava di reinterpretazioni di una selezione dal catalogo di un artigiano o di un’azienda, che non permetteva però un’ampia scelta. Il tulle per il confezionamento era dato in lavorazione conto terzi con l’uso di telai di proprietà di Etm. La necessità quindi di cercare altre proposte spinge Erminio a guardare altrove e a cercare fornitori in altri paesi in Europa e in Estremo Oriente. Crescendo l’attività di importazione, lo spazio in azienda non basta più.

Una sede ... d'altri tempi!

“In viale Montello – ricorda Paolo Trovamala, figlio di Erminio – eravamo in uno di quei magazzini tipici di Milano in un cortile condominiale. Il magazzino era su più piani, con cantine, soppalco, montacarichi, per sfruttare ogni spazio. Ero bambino, ma mi è rimasto impresso l’ambiente e il modo di lavorare di quel tempo, che era piacevole. Man mano, però, che è aumentato il numero dei container dall’estero, addirittura anche vagoni del treno con cristalli dalla Jugoslavia, che non potevano essere consegnati nelle vie di Milano, l’esigenza di spostarsi si è fatta impellente; eravamo di fatto arrivati al punto in cui occorreva andare al parco Sempione o in dogana con i furgoni a caricare la merce a più riprese per portarla in sede”.

Nel 1986 Etm si trasferisce fuori città, a Peschiera Borromeo, in un capannone più ampio in posizione strategica perché alle spalle dell’aeroporto di Linate e di fianco al Camm, punto di arrivo dei corrieri nazionali. L’anno prima aveva fatto il suo ingresso in azienda Claudia, la figlia maggiore di Erminio e Rita, che comincia il suo percorso dalla preparazione e confezione degli ordini in magazzino, per passare in ufficio dove attraverso varie esperienze arriva al ruolo attuale di Responsabile dell’amministrazione.
Lo spostamento a Peschiera Borromeo non solo permette di avere più spazio, ma coincide con l’avvio della prima informatizzazione dell’azienda e con l’adozione di strumenti tecnologici per gestire l’attività.

Quel debole per la tecnologia di papà Erminio...

“Mio papà – sottolinea Claudia – ha sempre avuto il pallino della tecnologia. Ha posseduto uno dei primi computer portatili. Passava le notti a comunicare con i fornitori cinesi con il telex, che permetteva di trasmettere messaggi in tempo reale con valore legale. Era una macchina talmente costosa e particolare, che quando degli amici avevano bisogno di fare dei telex venivano da noi … “.
A dare una mano in azienda giunge nel 1990 Paolo, il terzogenito di Erminio e Rita. Anche per lui la fase iniziale della formazione prevede il lavoro in magazzino per la preparazione degli ordini. Assolta quella parte e assolto il servizio militare, comincia a occuparsi dei rapporti con i clienti. Essendo rimasto vuoto il posto di rappresentante per la Lombardia parte da lì, girando in lungo e in largo per la regione con il furgone per vendere e fare consegne. Esperienza determinante per giungere all’odierno ruolo di Responsabile Commerciale.

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